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Utente: meetuputignano
Il gruppo nasce con l'obiettivo di cercare una strada alternativa e migliore a quella percorsa o meglio NON PERCORSA dai politici che si sono alternati alla guida del nostro Paese e di farlo presente con forza e decisione . Non siamo qui perchè vogliamo candidarci ma perchè siamo stufi di essere NON GOVERNATI. Unisciti a noi e diventa parte attiva di questo gruppo, proponi idee ed iniziative concrete e discutiamone insieme.

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Grillo 168 - Non ci sono più le date di una volta

mercoledì, 29 aprile 2009

No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

gigafra ha detto la sua alle ore 14:50

22 Aprile 2009: 100 anni dalla nascita del più grande giornalista italiano...Indro Montanelli

giovedì, 23 aprile 2009

No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

gigafra ha detto la sua alle ore 19:49

Marco Travaglio: Passaparola del 30 Marzo 2009

lunedì, 30 marzo 2009











No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

gigafra ha detto la sua alle ore 15:20

Gioacchino Genchi: quello che le tv ignoranti non dicono

domenica, 01 marzo 2009

No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

gigafra ha detto la sua alle ore 12:04

Berlusconi, ''mister unpercento''

giovedì, 29 gennaio 2009

berlusca

Le concessioni radiotelevisive costano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’uno per cento del fatturato che ne ottiene. Avete letto bene. Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene. Solo l’uno per cento rimane allo Stato.

Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati. La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi.

Il signor unpercento è ricco e continua a incrementare le sue ricchezze in virtù di una legge che gli regala letteralmente le frequenze radiotelevisive. Paga l’un per cento dei ricavi. Ma quale cittadino può avere in concessione un bene dello Stato pagando solo l’un per cento dei ricavi? Nessuno, se non Berlusconi. La legge che regolamenta le concessioni radiotelevisive va cambiata immediatamente. E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio. Una vera rapina a norma di legge.

Il Gruppo Mediaset  vive alle spalle degli italiani. Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset. Invertiamo le percentuali: allo Stato il 99%, a Mediaset l’un per cento. L’Italia dei Valori presenterà un’interrogazione parlamentare su questo vero esproprio di reddito degli italiani da parte di Silvio Berlusconi.

P.s. Risultato Operativo 2007 del Gruppo Mediaset (EBIT): 1,49 miliardi di euro.

www.antoniodipietro.com

No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

meetuputignano ha detto la sua alle ore 13:12

televisione, berlusconi, mediaset, mister unpercento

Marco Travaglio - Borsellino: omicidio di Stato?

martedì, 20 gennaio 2009

 
No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti (1)

gigafra ha detto la sua alle ore 10:11

Buon Natale e Felice 2009 dal Meetup di Putignano

giovedì, 25 dicembre 2008

 
No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti (1)

gigafra ha detto la sua alle ore 11:36

"LAMENTO A SUD-EST" - la tratta degli ulivi pugliesi

lunedì, 08 dicembre 2008

 
No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

gigafra ha detto la sua alle ore 18:56

Il primo della classe - dal blog di Grillo

lunedì, 08 dicembre 2008

Il primo della classe non si sporca mai le mani, lui usa la lingua.
Il primo della classe diventa direttore di testata. Diventa Giordano, Riotta, Vespa, Belpietro. Il primo della classe ha sempre uno stipendio da primo della classe.
Il primo della classe diffama senza diffamare, informa senza informare, ruba senza rubare.
Il primo della classe vuole la riforma della giustizia, ma non vuole farsi processare. Si chiama D’Alema o Berlusconi. E’ un primo della classe trasversale.
Il primo della classe diventa Presidente della Repubblica, fa il capo del CSM, lascia al loro destino De Magistris e la Forleo.
Il primo della classe se ne frega della legge Parlamento Pulito ferma in Senato, ma è molto attento alla dichiarazione dei redditi di Grillo.
Il primo della classe scrive sui giornali grazie ai contributi pubblici.
Il primo della classe si volta sempre dall’altra parte, dalla sua parte.
Il primo della classe crede a Mediaset, alla RAI e a Eugenio Scalfari e si sente tanto una brava persona.
Il primo della classe è il primo a sapere, ma anche il primo a finire a Hammamet.
Il primo della classe ignora i 98 miliardi di euro che le concessionarie devono allo Stato, ma parla bene della social card e del governo.
Il primo della classe fa analizzare la Biowashball dal CNR (è come se per attaccare Michael Moore la CNN si rivolgesse al MIT), ma non la diossina di Taranto.
Il primo della classe è il primo a fottere lo Stato, ma con eleganza, senza parolacce e con il vestito giusto.
Il primo della classe diventa imprenditore CAI, licenzia 12.000 persone, lascia alcuni miliardi di debiti allo Stato, ma è un patriota.
Il primo della classe è spesso un concessionario di roba nostra, strade, acqua, energia. Una concessione tra pari, fatta da altri primi della classe. Non si diventa il primo tra i primi della classe senza le concessioni radiotelevisive.
Il primo della classe è preoccupato per il debito pubblico che lui stesso ha creato come ministro dell’Economia, se dice di comprare i BOT e i CCT è perché è una persona responsabile.
Il primo della classe paga le tasse, ma sempre lo stretto necessario.
Il primo della classe ha bisogno di un popolo di servi o di ignoranti per vivere alla grande.
Il vero primo della classe mente a sé stesso così bene da crederci e si offende se qualcuno lo mette in dubbio.
Il primo della classe vede la pagliuzza negli occhi degli altri, ma ignora la trave sulla quale è seduto.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.


. No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti

gigafra ha detto la sua alle ore 09:59

New: Piero Ricca vs Sgarbi

venerdì, 28 novembre 2008

 
No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu! commenti (1)

gigafra ha detto la sua alle ore 10:31

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